E' la proposta che giunge dalla Basilicata dall'ex tenente della Polizia Giuseppe Di Bello

06.09.2014 13:41

 

 

In questo inizio di settembre, a Roma e nel Lazio la questione rifiuti è tornata alla ribalta delle cronache, grazie al provvedimento che ha portato alla chiusura del tritovagliatore di Colle Fagiolara e l'ipotesi della costruzione di una discarica a Guidonia Montecelio.  Anche in altre regioni d'Italia il tema è sempre di attualità ma un'attenzione particolare la merita il caso della Basilicata, dove l'ex tenente della Polizia Provinciale e ora leader del movimento politico "Liberiamo la Basilicata", Giuseppe Di Bello, ha avviato una vera e propria battaglia contro coloro che definisce "i signori della monnezza".

Di Bello punta, infatti, a far costituire i cittadini parte civile nel processo riguardante la vicenda del sequestro della stazione di trasferenza presso la località Tito, che ha portato all'arresto dei titolari di alcune società impegnate nel settore dello smaltimento dei rifiuti e dei gestori di alcune piattaforme. Sulle colonne de "La Gazzetta del Mezzogiorno", Di Bello ha rivelato di aver preparato un modellino prestampato per la costituzione di parte civile dei Comuni. Riteniamo, infatti, che questi ultimi, riconosciuti dalla Procura di Potenza come parti offese, debbano ora costituirsi in giudizio contro 'i signori della monnezza' . Il nostro movimento chiede che i cittadini sollecitino i sindaci e i Comuni a reagire contro questi signori e a chiedere un risarcimento per danni morali e materiali".

L'ex poliziotto, il quale specifica che l'invito a costituirsi parte civile può essere rivolto anche ai non residenti in Basilicata, suggerisce anche di compiere azioni di protesta eclatanti, come ad esempio non pagare la Tarsu, dal momento  che" l'inchiesta ha documentato come i rifiuti finissero in discarica così come venivano raccolti". Inoltre, Di Bello sottolinea che l'indagine ha evidenziato delle connivenze tra "i signori della  monnezza" e gli ambienti politici. "E' un tema molto delicato - riconosce il leader di Liberiamo la Basilicata - ma noi chiediamo a gran voce che su queste connivenze si faccia luce".

In base alle ultime indiscrezioni giunte, pare che alcuni senatori, in particolare quelli del "Movimeno X" abbiano cominciato a interessarsi sulla vicenda. Soltanto il tempo dirà se si tratterà di un interesse fine a se stesso o dettato da interessi elettorali oppure se la vicenda sarà utile a stanare un malcostume che sembra piuttosto radicato.