Egregio Signor Prefetto......................

31.07.2014 14:10

Egregio Signor  Prefetto e' sufficiente cambiareil nome dell'amministratore  per potercontinuare,  partecipare, e vincere garein materia di rifiuti  pur sapendo chei  veri titolari sono stati in carcereper traffico illecito di rifiuti e truffa aggravata??


Liberiamo la Basilicata chiede che vengano accesi i
riflettori sull'enorme quantità di denaro che arriva dall'Unione Europea per
l'aumento della raccolta differenziata e che nel recente passato ha visto un
cartello di società il cui obiettivo era quello di intascare denaro, non
differenziare alcunché e dividere la fetta di torta con commensali e compagni di
merende. E' per questa ragione che si chiede alla Magistratura inquirente ed a
tutte le Istituzioni pubbliche preposte al controllo che vengano eseguiti
accertamenti preventivi al fine di evitare il saccheggio delle ultime somme
pervenute al Comune di Potenza (fondi PO-Fesr per il progetto di sviluppo
raccolta differenziata dei rifiuti urbani dell'area metropolitana di Potenza sub
ambito operativo della città di Potenza) per incentivare la raccolta
differenziata che sono pari ad € 5.013.820,65 , affinché dette risorse non
finiscano per essere fagocitate dalle solite ditte (probabilmente manovrate
dietro le quinte dal solito gruppo di politici e dirigenti) Non è la sola
criminalità organizzata ad operare in modo illegale. E non basta sostituire
l'amministratore magari con il proprio coniuge e/o dipendente o parente per
restituirsi la verginità. E' tutt'ora in corso un processo iniziato con gli
arresti del 2012 dove società operanti nel settore dei rifiuti inviavano il tal
quale sia nelle discariche che presso l'inceneritore Fenice intascando
illegalmente oltre 4.500.000,00 di € senza procedere a quanto richiesto ovvero
alla vagliatura ed a differenziare i rifiuti raccolti o pervenuti presso i
centri di trasferenza. La domanda nasce spontanea e la rivolgiamo pubblicamente
a tutti: "oltre agli imprenditori chi erano i politici ed i dirigenti che
consentivano quel disastro?" Esistono, società commerciali o imprese del settore
dei rifiuti con capi di imputazione molto gravi quali ad esempio la gestione e
lo smaltimento illecito dei rifiuti: "può una società civile consentire dopo il
danno, l'inganno e la truffa proseguire negli stessi errori e consegnare alle
stesse aziende altri affidamenti per la sola ragione che è cambiato
l'amministratore?" Occorre sgomberare il campo anche da eventuali equivoci ed
impedire a ditte contrassegnate non dalla qualità del lavoro svolto ma
evidentemente da vicinanze a questo o quel partito politico ed a questo o quel
dirigente di continuare a commettere reati in danno di ignare popolazioni e del
territorio in cui essi operano. Ci sono ditte dove il minimo denominatore comune
è la ricerca dello smaltimento al minor costo, senza alcun controllo sulla
differenziazione finale del rifiuto che grazie a queste mancate operazioni
dispongono di ingenti risorse che possono tranquillamente utilizzare per
corrompere ed ungere ogni genere di ingranaggio creando una spirale negativa e
distruttiva per l'intero territorio. Liberiamo la Basilicata ricorda che nella
gestione illecita del ciclo dei rifiuti non si registrano forme di concorrenza o
scontri tra bande come invece accade in altri settori criminali (traffico degli
stupefacenti o controllo del racket) (prova ne è l'operazione condotta
brillantemente nel dicembre del 2012): il business è evidentemente talmente
consistente da rendere preferibile la collaborazione alla concorrenza spietata"
Tuttavia, se gli illeciti accertati dalle forze dell'ordine nel corso degli
ultimi anni in terra di Basilicata sono quadruplicati rispetto al passato, non
si registra altrettanta consapevolezza nella classe politica e dirigente di
questa regione che continua ad aumentare il "fatturato" delle società definibili
a giusta ragione compatibili con le peggiori EcoMafie d'Italia. E' necessario,
pertanto, che si affianchi all'attività dell'Autorità Giudiziaria sia la
partecipazione attiva della cittadinanza sia la consapevolezza della parte sana
della classe politica e dirigente della città di Potenza e di questa Regione. E'
fondamentale ribadire che per combattere le gravissime ed intollerabili azioni
criminali poste in essere da società senza scrupoli che hanno prodotto e
producono danni ingenti provocati da comportamenti illeciti quali
l'indiscriminato smaltimento dei rifiuti, il trasporto ed il transito di
materiali inquinanti o pericolosi senza il dovuto rispetto delle norme sulla
sicurezza, la trasformazione di discariche per rifiuti urbani in discariche per
rifiuti misti industriali ed urbani... (vietatissimo dal Dlgs 152/2006 e da
tutte le leggi Europee e Mondiali sui rifiuti) il conferimento presso gli
inceneritori di rifiuti non vagliati, tutto questo ricade direttamente
sull'ecosistema di un territorio. Liberiamo la Basilicata chiede prevenzione su
questo genere di crimini ed esprime un concetto estremamente semplice ed
efficace: Se conosciamo già chi ha operato in violazione di legge e di
regolamenti mettendo a rischio la salute e l'ambiente, o se sappiamo persino in
dettaglio quali azioni illegali hanno posto in essere al punto di essere oggetto
di arresti per mesi, occorre segnalare il rischio di ulteriori azioni contrarie
alle leggi ed all'ambiente alla Procura della Repubblica, al Sindaco o agli
organi Regionali competenti per territorio. Impedire che dette aziende possano
continuare a gestire il bene pubblico come veri e propri signori della monnezza
ed essere maggiormente consapevoli dei rischi, coinvolgere, sensibilizzare ed
informare su questi temi, dovrebbe diventare una pratica quotidiana per il bene
delle nostre città e di noi stessi

.......Movimento Liberiamo la Basilicata