Felice Giorno dello Schiavo liberiamo LA BASILICATA con la gente e contro la dittatura dell'Arzerbaijan non confondeteci con il Senatore M5S Petrocelli

09.12.2016 00:45

Liberiamo LA BASILICATA stigmatizza  la presenza del Senatore del M5S alla Corte del dittatore dell'Arzerbaijan, un Paese che ha negato il visto alla giornalista Milena Gabanelli e che sistematicamente spegne le proteste del popolo con arresti, con violenze e con trattamenti privi di ogni qual si voglia trattato internazionale sui diritti dell'Uomo e senza alcuna applicazione della Carta Universale dei diritti dell'Uomo.  Non esiste giustificazione alcuna, non ci si può nascondere dietro gli obblighi derivanti dall'appartenenza ad una Commissione, altrimenti finirebbe per cessare lo spirito stesso della DEMOCRAZIA... sentimento che dovrebbe albergare ancora di più in quanti dicono di far parte di qualcosa che si chiama Movimento e non partito politico. 

liberiamo LA BASILICATA fa propria la scritta Felice giorno dello Schiavo Dopo Giyas Ibrahimov, condannato a 10 anni di carcere il 25 ottobre, il 7 dicembre un altro giovane attivista dell’Azerbaigian, Bayram Mammadov, ha ricevuto la medesima pena al termine di un processo che non ha dato spiegazioni rispetto al reale capo d'accusa, ed è stato trattato come il precedente... Franz Kafka non avrebbe potuto immaginare qualcosa di simile.

Riteniamo gravissimo ed intollerabile l'atteggiamento di quanti in nome di un ruolo Istituzionale con la loro presenza fisica magari accompagnandosi con imprenditori di società Somma (Tecnoparco Val Basento) società che ha propri funzionari e dirigenti imputati nel processo per traffico e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e che nel 2014 chiedevano un risarcimento per danno d'immagine al Ten Giuseppe Di Bello ed ai giornalisti che avevano osato parlare di inquinamento della Val Basento. 

I metodi sono viva DIO leggermente diversi qui in Italia vige la democrazia non possono andare oltre la denuncia, qui non si arrestano gli attivisti per una scritta su un muro o su una statua... ed è esattamente per questa ragione che la parola LIBERTA' DI PENSIERO si riempie di contenuti ed è esattamente per questa ragione che liberiamo LA BASILICATA chiede Ufficialmente alle Istituzioni Italiane tutte di interrompere ogni rapporto con la dittatura dell'Arzerbaijan fin tanto che in quel Paese non cesserà lo Stato di Polizia e non saranno garantiti i diritti civili, le libere e democratiche elezioni democratiche ed invita tutti i cittadini liberi di questo paese ad aderire all'Appello di Amnesty International, attraverso la maratona di firme Write for Rights, chiede l’immediato annullamento delle condanne di  Ibrahimov e Mammadov l’avvio di un’inchiesta indipendente sulle torture che i due ragazzi hanno denunciato di aver subito ad opera della polizia.

Non accettiamo la logica secondo la quale business is business per cui quando di mezzo ci sono gli affari occorra turarsi naso, bocca e orecchie e tirare dritto, quella logica viene sistematicamente utilizzata anche quando si tratta di tappare la bocca di quanti intendono difendere la nostra terra di Basilicata ed il SUD in generale. Condividere quella logica vale a dire condividere la legge del più forte e la legge del profitto privo di etica e privo di morale pubblica.

Noi confidiamo nella presa di coscienza della gente che possa produrre come risultato la "LIBERAZIONE" del Popolo dell'Arzerbaijan ed il sacro santo diritto di quel popolo a vivere come donne ed uomini liberi.