Vogliamo Respirare Aria Nuova


IO..CONDANNATO A 2 MESI E 20 GIORNI .......

04.09.2014 16:29

                 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 3 settembre 2014, nella seduta n. 304

PEPE - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

il tenente Giuseppe Di Bello appartenente al Corpo della Polizia provinciale di Potenza, in servizio attivo in qualità di comandante del distretto di Potenza, ha per anni espletato un servizio di vigilanza e controllo del territorio in materia ambientale finalizzato alla difesa della salute dei lucani. Ha svolto, con professionalità e competenza, servizio di polizia giudiziaria contro le eco mafie, la criminalità organizzata nel settore dei rifiuti, le truffe in danno dello Stato e delle pubbliche amministrazioni. Il tutto sino al 25 maggio 2010;

in tale data il tenente Di Bello è stato sospeso dal lavoro, dai pubblici uffici e dalla paga per presunto concorso in associazione di rivelazione segreti di ufficio. Tutto ciò a seguito di denuncia presentata dall'assessore pro tempore per l'ambiente dell'epoca Vincenzo Santochirico;

da ciò, gli uffici della Procura di Potenza facevano partire un ordine di custodia cautelare preventiva nei confronti del Di Bello con immediata sospensione dal lavoro e dalle funzioni, contestando allo stesso il reato di rivelazione di segreti di ufficio;

il tenente Di Bello autonomamente, fuori dall'orario di servizio e con mezzi propri, nei mesi precedenti a tale data aveva eseguito campionamenti ed analisi chimiche di acque degli invasi lucani destinati ad uso potabile per la Puglia e per la Basilicata;

v'è da sottolineare che le attività di campionamento e di analisi venivano eseguite dal tenente Di Bello in maniera autonoma, fuori dall'orario di lavoro, con proprie risorse e proprie attrezzature, cosa peraltro accertata dall'autorità inquirente;

l'inquinamento delle acque, riscontrato e diffuso come notizia al popolo lucano, veniva confermato mesi ed anni dopo dalla stessa ARPAB, l'Agenzia regionale per l'ambiente della Basilicata;

Di Bello è stato condannato a 2 mesi e 20 giorni per concorso in associazione di rivelazione di segreti di ufficio per aver diffuso i dati delle analisi delle acque destinate ad uso potabile;

la persona assieme alla quale avrebbe realizzato il reato in associazione, ovvero il segretario dei radicali lucani Maurizio Bolognetti, è stata assolta con formula piena per il principio di precauzione e l'articolo 32 della Costituzione italiana che cita testualmente "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività",

pertanto viene meno il concorso in associazione e la stessa rivelazione dei segreti di ufficio, in quanto si tratta di acque potabili, non sottoposte e che non è possibile sottoporre ad alcun segreto;

il tenente Di Bello al contrario di altri dipendenti della Provincia di Potenza a cui sono stati contestati reati ben più gravi senza assunzione di alcun provvedimento, a far data dal maggio 2010 è passato dal ruolo di comandante del distretto più grande della Basilicata quello di Potenza con 21 comuni di pertinenza, ad espletare funzioni di vigilanza presso il museo e la pinacoteca provinciale, trasferimento temporaneo (che però dura da oltre 4 anni), con perdite di denaro, dignità del lavoratore e vessazioni a cui è stato sottoposto che a giudizio dell'interrogante non hanno precedenti nella storia dei dipendenti pubblici in Italia;

il tenente Giuseppe Di Bello e la sua storia ha ormai fatto il giro della nazione per l'abuso che è stato compiuto nei suoi confronti ad opera di chi si è disfatto di una persona a giudizio dell'interrogante scomoda, che metteva in luce reati contro la salute dei cittadini, il territorio e l'ambiente della Basilicata,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda prendere in esame quanto esposto, nell'ambito delle proprie attribuzioni, al fine di valutare l'istituzione di una commissione di inchiesta finalizzata ad accertare l'operato degli uffici della Provincia di Potenza, al fine di poter restituire al ten. Di Bello, oltre alla dignità, anche i compiti e le funzioni che aveva prima del demansionamento a cui è stato sottoposto.

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